Spannolinamento point

Lo ammetto. L’Indulgenza e la pazienza non fanno parte del mio carattere, a meno che non si tratti di me stessa oppure di una parte di me. Ma questo l’ho scoperto solo da quando sono mamma. 

Oggi vorrei condividere la nostra esperienza work in progress di spannolinamento, precoce se teniamo conto della media dei due anni e mezzo a cui si fa solitamente riferimento per cominciare questo percorso e per mettere all’aria i sederotti dei nostri pargoletti. C’è chi lo fa addirittura prima dei sei mesi, addirittura dalla nascita, ma penso che sia un po’ estremo, forse, non ne ho la certezza. Personalmente, se penso a quante volte il mio faceva la popò fino a poco più di un mese fa, non credo che avrei retto. Anche perché, e questa è solo una mia opinione, seppur condivisa con una mamma “illuminata” con cui ho l’occasione di confrontarmi ultimamente, lo spannolinamento precoce sembra quasi legato da un filo consequenziale all’utilizzo dei pannolini lavabili, e chi ne fa uso può capire cosa vuol dire lavarne 4 o 5 al giorno sporchi di popò.

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A sei, sette mesi o quando si comincia ad introdurre del cibo diverso dal latte, l’intestino inizia a regolarsi un po’ e si arriva, di norma (prendete con le pinze questa parola, in quanto una norma non esiste) ad una scarica al giorno. Non essendo più liquida, richiede anche maggior collaborazione da parte della prole e una volta scoperto il lavorio, il gioco è fatto. Che sia su un vasino o sul water di mamma e papà, bisogna andare lì. Per ora mio figlio si trova bene con il vasino, non sempre produce, ma almeno si abitua e pian piano capirà anche la differenza tra fare i bisogni, uno o due, nel pannolino o via via, lontani dal sederino. 

Una volta intrapreso questo cammino, l’indulgenza e la pazienza sono le parole chiave. Prima di tutto bisogna che la mamma si conceda il tempo necessario per capire, per avere la serenità giusta in quanto i bambini sono delle calamite ed ogni nostro stato d’animo diventa anche loro. Non dobbiamo riporre in loro troppe aspettative. Certo, in cuor mio penso già al giorno o notte in cui mi chiederà di portarlo sul vasino, ma per ora mi accontento di prevedere ragionevolmente che la mattina appena sveglio, dopo i pisolini e dopo qualche poppata, potrebbe fare la pipì e se sono fortunata anche la popò. Ma cerco di non cadere nell’errore di stressare me stessa, e lui di conseguenza, per la buona riuscita. Chi se ne importa? Abbiamo tutto il tempo del mondo e anche economicamente non abbiamo più il pensiero del risparmio, visto che siamo muniti dei lavabili. 

Il secondo requisito per intraprendere questo cammino serenamente è, secondo me, da trovare nel bambino. So di bambini che non gradiscono il vasino, allora si potrebbe provare a metterlo direttamente sul water, magari con l’ausilio di un riduttore, oppure direttamente fuori, se si ha un giardino, culetto all’aria, tempo permettendo. La cosa veramente importante è che il bimbo sia sereno e si abitui a farla fuori dal pannolino, che senta la differenza tra un sederino sempre asciutto ed uno bagnato e infine cercare di capire quali sono i segnali di benessere che ci dà, perché sicuramente ci sono, più o meno percettibili. 

Quest’ultima è esattamente la fase in cui ci troviamo noi. Mio figlio sta imparando a distinguere e sento che da qui, al preferire una cosa piuttosto che un’altra, il passo sia consequenziale.

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