Dal biberon al seno materno. Bambini prematuri

L’allattamento al seno dovrebbe essere una di quelle tappe inevitabili e necessarie del percorso iniziato una volta scoperto di essere in dolce attesa. Però, per qualche motivo a me sconosciuto, ci si informa più delle cose materiali come il trio perfetto, il lettino più o meno tecnologico, la sdraietta accattivante ecc. che di come continuare quella catena naturale cominciata con il concepimento. 10446668_1502632013307885_1854121364448753436_n

Purtroppo nelle strutture ospedaliere spesso il personale non è preparato su un argomento fondamentale come l’allattamento. Si da per scontato che ogni mamma sia una mamma già fatta, esperta anche senza esperienza. Così, in tanti, troppi casi si finisce per cedere alle prime difficoltà e buttarsi, più o meno con dispiacere, sul latte artificiale. 

In particolare, qui vorrei raccontare la mia personale esperienza. Il mio Koalino è stato uno di quelli frettolosi e ha deciso di venire al mondo alla 34esima settimana. Per sfortuna abbiamo avuto pochi minuti per stare insieme appena “nati” e fino al giorno dopo non ci siamo potuti abbracciare, annusare, leccare. Inoltre mi dissero che era troppo piccolo per attaccarsi al seno e in effetti un paio di giorni più tardi ci abbiamo provato ma si addormentava dopo mezza ciucciata. Allora mi hanno proposto di cominciare a tirare il latte e così feci per i dieci giorni seguenti che abbiamo passato in ospedale, giorni in cui provavamo ogni volta ad attaccarlo prima di dargli il biberon.

Una volta tornati a casa abbiamo continuato con il tiralatte, per ben 40 giorni. Giusto il tempo per demoralizzarsi, complice anche il fatto che il tiralatte non stimolava bene il seno e la produzione stava pian piano scemando. Nel frattempo non ho mai smesso di provare ad attaccarlo e un bel giorno….. CE L’ABBIAMO FATTA!!!! Lo vedevo così entusiasta della sua conquista, o forse era solo il riflesso della mia felicità, devo dire immensa! 

Volevo allattare con tutta me stessa e non sopportavo più la vista delle confezioni di LA comprate su consiglio della pediatra e che per fortuna non ho dovuto adoperare. Non conoscevo, allora, esperienze simili alla mia, non sapevo quali fossero le nostre possibilità di riuscita, sapevo solo che fosse la cosa migliore da offrire a quella parte di me che stava crescendo tra le mie braccia. Sapevo dell’importanza dell’allattamento prolungato e a richiesta e questo mi bastò per resistere e provare provare, provare.

Credo che almeno delle informazioni generiche su quanto sia fondamentale allattare il proprio cucciolo possano aiutare una neomamma, informazioni che purtroppo vengono date per scontate per non parlare di quando, i “troppo informati” mettono a repentaglio un gesto così naturale. Ma di questo, credo, ne parlerò un’altra volta.

mammakoala

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